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Lutto cittadino per l'operaio morto in cava

Il Comune ha proclamato il lutto cittadino per la tragedia avvenuta in una cava di marmo dove un lavoratore è morto schiacciato da una pala

CARRARA — Per la morte dell'operaio di 58 anni schiacciato da una pala meccanica in una delle cave di Fantiscritti, il Comune di Carrara ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di oggi. 

La decisione è stata presa dal sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e dall'amministrazione comunale che in una nota ha sottolineato "tutti i cittadini, gli enti, le Istituzioni scolastiche, le attività commerciali e produttive, le organizzazioni sociali, culturali e sportive sono invitati a esprimere la propria adesione al lutto nelle forme ritenute più opportune".

"Probabilmente si è trattato di una tragica fatalità. Il mio pensiero va alla famiglia del cavatore e anche alla persona che stava manovrando la pala meccanica", dice l'assessore alle politiche del marmo, Alessandro Trivelli, che si è recato immediatamente sul luogo della tragedia.

Tra i commenti di vicinanza, cordoglio e rabbia per un'altra morte sul lavoro, quello della segretaria nazionale della Cisl Annamaria Furlan: "Anche oggi si registra un altro infortunio mortale sul lavoro stavolta proprio a Carrara dove dieci giorni fa avevamo celebrato il nostro Primo Maggio. Non è possibile continuare così''.

"Dobbiamo - ha concluso Furlan - fermare questa mattanza in nome dei principi etici e culturali sanciti nella Costituzione. Ogni volta che un lavoratore perde la vita nel proprio luogo di lavoro è una sconfitta per tutti gli italiani''.

Per la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni: "Non è possibile morire per lavorare, morire nel luogo di lavoro, è inaccettabile. Le istituzioni cercano di fare quello che possono. Stiamo lavorando molto sul tema della cultura della sicurezza". 

Vicinanza alla famiglia è stata espressa anche dal consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani: "Apprendo con profondo dolore del terribile incidente verificatosi alle cave di Carrara. Un'altra vittima del lavoro, l''ennesima, che si aggiunge a un elenco ancora troppo lungo e drammatico. Quella di oggi è un''altra tragedia che non possiamo accettare". 

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