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Lo sciopero del marmo parte dalla Toscana

Mobilitazione unitaria a Carrara e poi su tutto il territorio nazionale contro il blocco del rinnovo del contratto di 25mila lavoratori del lapideo

CARRARA — I lavoratori del settore lapideo tornano ad alzare la voce e la protesta parte dalla Toscana. Sul tavolo c'è lo stallo sul rinnovo del contratto nazionale per 25mila lavoratori del settore. Lo hanno spiegato i sindacati Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil alle associazioni datoriali Marmomacchine Confindustria e Anepla. La mobilitazione unitaria nazionale, partirà da Carrara e si prolungherà nelle prossime settimane su tutto il territorio nazionale con un pacchetto di otto ore di sciopero, blocco degli straordinari e della flessibilità e una mobilitazione. 

I sindacati spiegano che per i lavoratori del settore non è arrivato "alcun segnale di avanzamento nel merito". Tra le "condizioni irricevibili" denunciate dalle organizzazioni sindacali c'è l'aumento del ricorso ai "contratti a tempo determinato e in somministrazione, con l'introduzione di causali troppo ampie e la richiesta di portare fino al 30 per cento il limite dei contratti precari per azienda, in deroga alla normativa nazionale". 

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