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Impiegati assenteisti, 5000 episodi accertati

Hanno sottratto alla Provincia e al Genio civile più di 2600 ore di lavoro i 29 dipendenti pubblici coinvolti nell'inchiesta della procura apuana

MASSA CARRARA — C'è chi andava a fare la spesa, chi accompagnava i figli a scuola, chi andava a un funerale o a messa, chi faceva commissioni varie, chi si dedicava a un altro lavoro, aiutando la moglie nel negozio o nel bar di famiglia. Il tutto, rigorosamente, durante l'orario di servizio. Lasciano interdetti i particolari dell'inchiesta della procura apuana che ha portato agli arresti domiciliari 26 dipendenti dell'amministrazione provinciale di Massa Carrara e del Genio Civile della Toscana nord, a cui si aggiungono altre tre persone per le quali è stato disposto l'obbligo di dimora. Complessivamente, gli indagati sono 70.

Dal novembre 2016 al maggio 2018 i carabinieri hanno accertato oltre cinquemila episodi di assenteismo, per oltre 2600 ore di lavoro sottratte agli enti pubblici.

Per lasciare il loro posto in ufficio senza essere scoperti, i dipendenti in questione utilizzavano vari sistemi: partivano per missioni fuori sede che duravano molte ore in più di quelle necessarie oppure uscivano per prendere il caffè, stimbravano il cartellino, lo ritimbravano poco dopo e se ne andavano a spasso.

Stando ai riscontri degli investigatori, molti dei 'furbetti' utilizzavano per le faccende personali anche le auto di servizio.

L'inchiesta è iniziata due anni fa dopo che un dipendente della Provincia segnalò a un carabiniere il doppio lavoro di un collega. Dopo circa un anno di appostamenti, gli inquirenti avevano portato un vero e proprio sistema che prosperava ai danni degli enti pubblici e dei cittadini. Nello stesso periodo, alcuni dei furbetti interruppero le assenze ingiustificate dopo essere stati informati da una 'gola profonda' che il loro andirivieni era registrato da telecamere nascoste. Altri invece hanno continuato a reiterare il reato per molti altri mesi.

"Abbiamo analizzato migliaia di filmati, incrociato immagini e testimonianze e oggi posso dire che questi dipendenti pubblici non hanno avuto ritegno - ha commentato il procuratore di Massa Aldo Giubilaro - Sono stati pagati per anni con i soldi dei cittadini sottraendo risorse ingiustamente al servizio pubblico. Abbiamo accertato per fortuna anche la presenza di molti lavoratori onesti".

I risultati dell'inchiesta della procura massese saranno inviati alla Corte dei Conti per la valutazione del danno erariale.

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