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Gold Fish, il ramo toscano della truffa dei diamanti

Agli arresti noto imprenditore e sotto sequestro beni per 17 milioni di euro, fra cui un ristorante a Forte dei Marmi e una cava di marmo a Carrara

MILANO — Ve la ricordate la truffa dei diamanti venduti a prezzi molto più alti del loro valore a ignari investitori tramite alcune banche? Fra le vittime ci fu anche Vasco Rossi e altri esponenti del mondo dello spettacolo.

Approfondendo i flussi finanziari di una delle società coinvolte, è iniziata un'altra inchiesta denominata Gold Fish che oggi ha portato all'arresto di un noto imprenditore e al sequestro di beni per 17 milioni di euro, fra cui un ristorante a Forte dei Marmi, una cava di marmo, una sartoria e una concessionaria di auto a Carrara e altre imprese, in cui - secondo la ricostruzione degli inquirenti - venivano riciclati parte dei proventi illeciti derivati dalla truffa dei diamanti, attraverso una società con sede in Lussemburgo e prestanomi.

L'arresto e i sequestri sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza a Milano, a Roma e nelle province di Lucca e Massa Cararra.

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