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"Sviluppo Toscana, l'organizzazione non va"

Il consigliere regionale Fattori (Sì Toscana a sinistra) critica l'organizzazione dell'ente che attribuisce i fondi europei: "Non sta funzionando"

FIRENZE — “Dobbiamo tornare a porre attenzione sul lavoro di Sviluppo Toscana dopo i vari allarmi che ho sollevato negli ultimi due anni sui ritardi nella gestione dei bandi europei e nelle liquidazioni di quanto dovuto alle imprese beneficiarie”. A scriverlo in una nota è il presidente della commissione istituzionale per le politiche europee e affari internazionali del Consiglio regionale, Tommaso Fattori (Sì - Toscana a Sinistra) dopo le audizioni di Angelita Luciani e Gianluca D’Indico per l’Autorità di gestione Por Fsre 2014-20, e di Orazio Figura e Fabio Cerchi per Sviluppo Toscana, l'organismo intermedio che si occupa dell'istruttoria di ammissibilità delle domande di finanziamento, del controllo della spesa rendicontata e del pagamento dei contributi alle imprese e ai beneficiari (anche liberi professionisti) dei finanziamenti europei. 

Al centro della riflessione proprio le cifre emerse nel corso della seduta. "Sviluppo Toscana ha un target intermedio di spesa da raggiungere al 31 dicembre 2018 pari a 164 milioni; entro luglio la spesa dovrà essere controllata da Sviluppo Toscana, per passare alla fase di certificazione e poi richiedere il pagamento - scrive Fattori -  A dicembre 2107 la spesa certificata era di 17,4 milioni di euro, entro giugno si prevede una spesa che possa produrre una domanda di pagamento di 24 milioni circa di euro. Rimangono circa 128 milioni di spesa da rendicontare e certificare per richiederne il pagamento entro dicembre".

“E' un obiettivo che appare purtroppo difficilmente realistico - commenta Fattori - se teniamo conto della differenza fra quanto fatto in questi anni e la mole di spesa che deve essere certificata e rendicontata nei pochi mesi che abbiamo davanti”. 

“Malgrado la professionalità di chi lavora in Sviluppo Toscana e all’Autorità di Gestione è evidente che l’organizzazione della macchina non sta funzionando" continua il consigliere regionale, paventando il cosiddetto disimpegno" ossia la possibilità che l’Unione Europea tolga alla Toscana parte dei fondi comunitari assegnati, con grave danno al tessuto produttivo”. 

 In primo piano i vari aspetti organizzativi e di funzionamento di Sviluppo Toscana, che Fattori sintetizza: “personale numericamente insufficiente”, “esternalizzazioni che non hanno accelerato i processi ma in molti casi li hanno anzi rallentati”, “procedimenti inutilmente complessi” e “un software ed un sistema informatico di gestione il cui adeguamento è già costato almeno 750 mila euro e che ancora non è a regime, costringendo i dipendenti di Sviluppo Toscana ad un ulteriore ed inutile carico di lavoro".

In base alle dichiarazioni rilasciate dai tecnici in audizione, un deciso impulso di velocizzazione delle procedure dovrebbe derivare dalla delibera approvata dalla giunta regionale a fine aprile e significativamente intitolata ‘Indirizzi per l'accelerazione della spesa’, “una serie di indicazioni finalizzate ad aumentare il volume della spesa certificabile certamente utili - commenta Fattori - ma di per sé non sufficienti a garantire che ci siano effettivamente gli strumenti e le forze necessarie per raggiungere l'obiettivo”. "Occorre avviare subito una riflessione condivisa tra i vari soggetti del sistema, riconoscendo le problematiche fin qui riscontrate e cercando soluzioni immediate, dato che i tempi sono terribilmente stretti e la situazione preoccupante” conclude Fattori.

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