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​Condannati per spaccio ma assolti per l’omicidio

Il processo per la morte di Andrea Salvadori, trovato senza vita nella sua auto a Marina di Massa a giugno del 2014 si è concluso con due assoluzioni

MASSA — Ad uccidere il 36 enne Andrea Salvadori secondo il giudice Fabrizio Garofalo, non sarebbe stata la dose venduta da Andrea Tesconi e Ilaria Donati. “Non riuscivano nemmeno a pagare le bollette, non sapevano come fare a mangiare senza l’aiuto dei genitori che gli facevano la spesa”, ha detto il legale durante l’arringa difensiva. Il pubblico ministero Alessandra Conforti invece aveva chiesto una pena di dieci anni per entrambi, “perché con la cessione dello stupefacente avevano causato il decesso”.

Il giudice Garofalo ha però accettato la tesi difensiva della difesa secondo cui il principio attivo della droga venduta non poteva aver causato la morte del giovane. Inoltre secondo la tesi difensiva proposta da Frediani i due fidanzati non erano gestori di un grosso giro di spaccio tanto che per sopravvivere avevano bisogno dei genitori, che pagavano bollette e facevano la spesa. Il giudice Garofalo, riconoscendo che l’eroina che vendevano serviva soltanto all’uomo per tenere sotto controllo la sua tossicodipendenza ha condannato Tesconi a tre anni e nove mesi e la compagna, Ilaria Donati a due anni e tre mesi.

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